Parrocchia S. Maria degli Angeli – Nocera Superiore
Adorazione Eucaristica XVII domenica Anno C
La vita non dipende dai beni.

- Il potere e la ricchezza, anche se nella mentalità comune diventano misura della riuscita personale, in realtà conducono spesso all’incapacità dell’amore disinteressato, alla cecità spirituale, all’indifferenza verso Dio. Spesso siamo animati da una frenesia del fare per poter essere riconosciuti e ammirati, dimenticando che soltanto il cuore che riposa nel Signore realizza la vera natura dell’uomo e accumula tesori in cielo.
- Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. T. Amen Canto
Dal Vangelo secondo Lc 12,13-21 In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: “Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità”. Ma egli rispose: “O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?”. E disse loro: “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni”. Disse poi una parabola: “La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio”.
Tutti: O Dio, Tu “in Cristo tuo Figlio ci hai chiamati a possedere il regno”. “Fa’ che operando con le nostre forze a sottomettere la terra non ci lasciamo dominare dalla cupidigia e dall’egoismo, ma cerchiamo sempre ciò che vale davanti a te.” Crea in noi, Signore, il silenzio per ascoltare la tua voce, penetra nei nostri cuori con la spada della tua Parola, perché alla luce della tua sapienza, possiamo valutare le cose terrene ed eterne, e diventare liberi e poveri per il tuo regno, testimoniando al mondo che tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Amen
Canto – Adorazione silenziosa
- Siamo nel cuore dei nostri problemi, il rapporto strano e difficile tra la vita e i beni materiali. Si potrebbe dire che i soldi sono molto, ma non sono tutto per la vita. Sono un mezzo e non il fine. E sta bene. Ma poi capita che siamo tirati dentro ai nostri affari al punto che prendono tutta la vita, e allora ne abbassano la mira, riducendola a consumo di beni, o a gestione di potere.
1L E’ necessario uno sguardo globale sul senso della vita per collocarvi poi l’uso dei beni e delle ricchezze, perché divengano strumenti positivi e non tentazioni e pericoli per il suo fallimento. La parabola mette drammaticamente in luce l’errore di chi…“…accumula tesori per sé e non arricchisce davanti a Dio”. Il fallimento sta nell’aver sbagliato traguardo. Perché la vita ha un destino oltre il tempo, aspira ad una pienezza oltre le cose, esige una qualità che è niente di meno che quella di divenire “simili a Dio”. Destino irrinunciabile, pena una lunga catena di delusioni, e alla fine l’infelicità eterna.
2L E’ di moda dire che non l’avere, ma l’essere qualifica una persona. Di questo siamo persuasi. Ma è quell’essere che va riempito, per non sbagliare ancora! Essere intelligente, essere operoso e giusto, essere importante e lasciare una memoria, essere dei signori e non tanto dei ricchi…: è tutto un essere buono, ma non sufficiente. L’avere e il fare umano qualificheranno pienamente l’essere solo se sarà un arricchirsi davanti a Dio, un essere divino!
Sal 94 Tutti: Fà che ascoltiamo, Signore, la tua voce.
Venite, applaudiamo al Signore, acclamiamo alla roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Tutti: Fà che ascoltiamo, Signore, la tua voce.
Venite, prostrati adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati. Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Tutti: Fà che ascoltiamo, Signore, la tua voce.
Ascoltate oggi la sua voce: “Non indurite il cuore, come a Meriba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova, pur avendo visto le mie opere”.
Tutti: Fà che ascoltiamo, Signore, la tua voce.
Canto – Adorazione silenziosa
- Tutto il castello di sicurezza che l’uomo della parabola s’era costruito, diviene insipienza, perché quando uno muore con sé non porta nulla. “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?”.
3L E’ la riflessione amara e realista di tutto il libro del Qoelet: “Vanità delle vanità, tutto è vanità”(Qoelet 1,2). Piange il cuore, sembra dire Qoelet con sarcasmo, vedere un padre che ha messo in piedi una azienda fiorente e il figlio poi che scialacqua tutto…! Quanta poca soddisfazione dà la vita! Ma anche a fare il bene, che serve se non si è sicuri che vi è una ricompensa definitiva ed eterna diversa da quella di chi fa il male? L’anelito dell’uomo ad una giustizia piena, solo in Dio trova piena soddisfazione. “Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la sua anima?”(Mt 16,26)
4L La ricchezza porta il pericolo dell’idolatria. La ricchezza chiude il cuore di fronte agli altri, e anche questo è contro il disegno di Dio, chiedendo all’uomo collaborazione per la loro equa distribuzione. Il cristiano non è fuori dalla storia, e quindi dalla realtà economica. Come a dire: tocca proprio a voi cristiani per primi a impegnarvi a trasformare il mondo per più giustizia e sviluppo, proprio perché voi dovete avere criteri nuovi e soprattutto cuore e capacità nuove per gestire nel modo giusto i beni della terra.
Tutti: Scuote la mia coscienza, il grido di quanti sono nati e vivono in terra arida che non produce frutto.
Possa dividere risorse con quanti sono nel bisogno. Per una questione di giustizia, per ricambiare un po’ del bene ricevuto.
Signore, vuoi le mie mani per passare questa giornata aiutando i poveri e i malati che ne hanno bisogno? Tutti: Signore, oggi ti do le mie mani.
Signore, vuoi i miei piedi per passare questa giornata visitando coloro che hanno bisogno di un amico?
Tutti: Signore, oggi ti do i miei piedi.
Signore vuoi la mia voce per passare questa giornata parlando con quelli che hanno bisogno di parole di amore? Tutti: Signore, oggi ti do la mia voce.
Signore, vuoi il mio cuore per passare questa giornata amando ogni uomo, solo perché è un uomo?
Tutti: Signore oggi ti do il mio cuore” (S. Madre, Teresa di Calcutta)
Canto – Adorazione silenziosa
- La Parola di Dio ci invita ad un deciso cambiamento di rotta. C’è gente che dice: “Il denaro apre tutte le porte”. Non è vero. Con il denaro non puoi comprare la felicità, sebbene a volte possa fare felici. Con il denaro non puoi comprare l’amore, al massimo una notte di passione. Il denaro non ti rende virtuoso, piuttosto, apre con non poca frequenza la porta all’antro del vizio. Tutti cerchiamo un futuro più felice, ma lo troverai dentro di te, nel sacrario della tua coscienza, di fronte a te stesso e di fronte a Dio.
Tutti: Ti chiediamo perdono Signore, se abbiamo speso il tempo quasi unicamente ad accumulare beni per noi, “senza timor di Dio”, impostando il nostro modo di vivere come se tu non ci fossi. Se è così, ti domandiamo il dono di convertirci, di cambiare mentalità. Imploriamo “la sapienza del cuore”, che ci dà il senso della relatività delle cose umane e, nello stesso tempo, della loro importanza come strumenti del nostro rapporto con te. Ti domandiamo con fiducia, la grazia di gestire con responsabilità le realtà di questo mondo secondo la tua legge, a utilità nostra e dei fratelli. Liberami, Signore, dal superfluo; ricordami che solo tu sei necessario! Signore Dio, insegnaci ad arricchirci solo di te!
Canto: Tantum Ergo Tantum ergo Sacramentum Veneremur cernui Et antiquum documentum Novo cedat ritui Praestet fides supplementum Sensuum defectui. Genitori Genitoque Laus et jubilatio Salus, honor, virtus quoque Sit et benedictio. Procedenti ab utroque Compar sit laudatio.
V Hai dato loro il pane disceso dal cielo. R Che porta con sé ogni dolcezza.
Preghiamo: Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Acclamazioni: Dio sia benedetto. Benedetto il Suo Santo Nome. Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo. Benedetto il Nome di Gesù. Benedetto il suo Sacratissimo Cuore. Benedetto il suo Preziosissimo Sangue. Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare. Benedetto lo Spirito Santo Paraclito. Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima. Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione. Benedetta la sua gloriosa Assunzione. Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre. Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo. Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi. Canto
